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Rischi e complicazioni di una mastoplastica additiva

In rari casi, un intervento di mastoplastica additiva può avere come conseguenza una contrazione capsulare, in cui il tessuto fibroso chiamato capsula, che il corpo produce per avvolgere l'elemento estraneo della protesi mammaria, s'irrigidisce e si contrae. Tuttavia, per mezzo di particolari tipi di protesi mammarie testurizzate e con l'aiuto delle manovre di automassaggio consigliate in seguito ad un'operazione, questo fenomeno può essere facilmente evitato.
Un'infezione può avvenire nelle prime settimane dall'operazione. Nel caso in cui questa avviene in una fase più tarda, sarà necessaria la rimozione delle protesi. A causa della somministrazione di antibiotici, si tratta però di una possibilità molto remota.
Anche lo slittamento verso il basso della protesi o la simmastia, causata dall'avvicinamento verso lo sterno delle protesi mammarie, rende necessario un nuovo intervento, ma si tratta in ogni caso di fenomeni molto rari.
Assolutamente da sfatare sono alcuni miti legati alla comunicazione mediatica: non esiste, infatti, alcuna dimostrazione scientifica di casi di "esplosione" di protesi mammarie a causa della pressurizzazione della cabina sugli aerei di linea, della tossicità del silicone o del rischio di contrarre il cancro a causa dell'impianto di protesi mammarie.
La mastoplastica additiva viene praticata dagli inizi degli anni ottanta del secolo scorso. Si tratta ormai di un intervento di routine, che si basa su metodi e materiali da lungo tempo collaudati, mentre grazie alla ricerca che avanza di continuo vengono ideati prodotti innovativi e tecniche sempre più sicure.

 



  1. Introduzione, problemi comuni e soluzioni
  2. Rischi e complicazioni di una mastoplastica additiva